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Ridurre il consumo elettrico


Scelta delle lampade
E’ importante valutare il tipo di uso a cui una lampada è destinata.
Le lampade fluorescenti tradizionali (con innesco tramite reattore e starter) hanno un rendimento luminoso spesso superiore a quello delle lampade a LED (circa 90 lm/W), ma non sono adatte a frequenti accensioni. Nell’ istante in cui viene accesa, una lampada fluorescente ha un picco di consumo elettrico pari a circa 30 minuti di funzionamento. Se queste lampade vengono impiegate ad esempio in un bagno pubblico (cosa che personalmente sconsiglierei), è opportuno utilizzare un timer per lo spegnimento automatico impostato ad almeno 30 minuti. A parte il consumo elettrico, frequenti accensioni accorciano notevolmente la durata della lampada.
Le lampade fluorescenti compatte (con sistema di innesco elettronico) hanno un rendimento di circa 60 lm/W. Anch’ esse sono poco adatte a frequenti accensioni, che tuttavia hanno un minore impatto sul consumo elettrico e sulla durata.
Le lampade a LED normalmente in commercio hanno un rendimento di circa 80 lm/W; con quelle più sofisticate e costose si può arrivare anche a 160lm/W. Sono le più adatte in caso di frequenti accensioni, ma hanno lo svantaggio di essere particolarmente suscettibili alle sovratensioni causate da fulmini; per questo motivo a volte hanno una durata molto inferiore rispetto a quella dichiarata dalle case costruttrici. Una soluzione potrebbe essere quella di installare uno scaricatore SPD a monte dell’ impianto elettrico: sarà utile a proteggere non solo le lampade a LED.
Le lampade ai vapori di sodio hanno un rendimento fino a 150 lm/W, ma una qualità cromatica piuttosto bassa. Sono spesso usate nei capannoni industriali o nell’ illuminazione stradale. Raggiungono la massima efficienza luminosa dopo alcuni minuti di riscaldamento. Se utilizzano vapori di sodio ad alta pressione richiedono alcuni minuti di raffreddamento prima di poter essere riaccese.

Consumo di stand-by
E’ stato accertato che apparecchi come televisori, computer, stereo ecc. hanno un notevole consumo elettrico anche quando non vengono usati. Questo è dovuto alle correnti di stand-by dei circuiti elettronici, ma anche ai trasformatori. Non dimentichiamo infatti che sull’ avvolgimento primario di un trasformatore reale vi è sempre un certo assorbimento, anche quando in uscita non viene collegato alcun carico.

Difetti nell' impianto elettrico
Le dispersioni verso terra vengono rilevate dall' interruttore differenziale. Se invece si verifica un calo di isolamento tra fase e neutro il consumo elettrico aumenta senza che ce ne rendiamo conto, se non dalle bollette. Può essere utile installare a monte dell' impianto un misuratore di potenza assorbita: con le luci spente e gli elettrodomestici scollegati il consumo elettrico deve essere ovviamente pari a zero.
Le connessioni lente, oltre a surriscaldare i conduttori (per resistenza di contatto), possono alimentare gli utilizzatori in maniera incerta, provocando continui picchi di assorbimento. Se siamo fortunati interviene il magnetotermico; in caso contrario, oltre ad una bolletta più cara, si rischiano danni agli elettrodomestici.
In commercio esistono apparecchi analizzatori in grado di monitorare il consumo elettrico e registrare sbalzi di tensione o picchi anomali di corrente.